HIRTEL

  POINT THREE SERIES - MODEL DE LUXE

La serie "Point Three" nella versione "Model De Luxe" fu per molti anni la colonna portante della produzione Hirtel:   fu la serie che ebbe i numeri di produzione piu' elevati,  ed anche il prodotto con cui l'azienda torinese giunse al suo massimo successo commerciale e livello di diffusione presso il pubblico.

Il logo della serie "Point Three" Hirtel.   I prodotti Point Three erano disponibili in due versioni:   una versione economica (non dal punto di vista elettronico ma solo estetico) di base,  con finiture ordinarie,  e la prestigiosa versione De Luxe destinata al pubblico più facoltoso.

Dal punto di vista costruttivo,  nonostante le versioni "De Luxe" si distinguano dai modelli di base equivalenti per impiego di materiali di pregio e finiture più accurate,  si tratta comunque di apparecchi assai robusti ed essenziali,  costruiti con struttura modulare.   I dispositivi elettronici sono fissati con viti e squadre sul telaio di fondo,  che è la struttura portante vera e propria.   Ad esso sono applicati il pannello frontale in alluminio e le eleganti assi laterali in materiale ligneo,  che fungono anche da punto di appoggio dell'apparecchio,  non munito di piedini.

I modelli con finitura "lusso" rappresentavano la produzione di punta del marchio Hirtel.

L'interno è accessibile rimuovendo la piastra superiore,  che può esser fatta scivolare verso il lato posteriore come una sorta di saracinesca (negli apparecchi mai aperti, essa è tenuta in sito da una striscia di materiale adesivo).   Nei modelli di minore potenza il pannello posteriore è parte integrante del sistema di dissipamento termico che mantiene stabile la temperatura dei transistor dello stadio d'uscita.   Le manopole sono solidissimi cilindri di alluminio ricavati dal pieno,  con doppia vite di fissaggio.   Completa il frontale,  sui modelli superiori,  una coppia di indicatori delle unità di volume a lancetta.

Il separatore tra la sezione preamplificatrice e la sezione finale di potenza di un amplificatore integrato della serie Point Three. In alto,  appoggiato sul coperchio superiore,  il connettore che normalmente unisce tra loro i due stadi.

La sezione preamplificatrice e la sezione finale di potenza sono separabili grazie ad un connettore pentapolare presente sul pannello posteriore,  che è normalmente ponticellato da un apposito spinotto.   Questa intelligente soluzione consentiva di espandere progressivamente il proprio impianto audio,  ad esempio usando l'Hirtel solo come preamplificatore a monte di un'unità finale più potente e costosa,  oppure come solo finale di potenza accoppiato ad un miscelatore o ad un altro preamplificatore esterno.

Il pannello dei fusibili posti a protezione dell'alimentazione generale dell'apparecchio e dei diffusori a valle della sezione finale di potenza.

Completano il tutto numerosi dispositivi di sicurezza per il controllo dei sovraccarichi:   è montato di serie un disgiuntore automatico a rélais con comparatore attivo,  e sia l'amplificatore nel suo complesso che l'uscita di ciascun canale sono protetti da appositi fusibili.

 

MODIFICHE, AGGIORNAMENTI E PERSONALIZZAZIONI
Gli amplificatori Point Three sono stati progettati con notevole lungimiranza e con una abbondanza di ingressi che dà loro una flessibilità tale da consentirne oggi l'uso con sorgenti non ancora in commercio ai tempi della loro costruzione,  come i lettori o registratori di CD.   Dispongono difatti di due ingressi ausiliari collegati in parallelo i quali,  per di più,  possono essere facilmente separati con una piccola modifica ( la sostituzione del selettore della sorgente con uno a 5 posizioni e l'aggiunta del relativo cablaggio) senza alterare né il pannello anteriore né il posteriore.
Anche le connessioni per la piastra di registrazione sono sdoppiate:   è presente una connessione RCA standard ed una pentapolare a norme DIN.   Quest'ultima può,  a sua volta,  divenire un ingresso ausiliario indipendente mediante l'uso di un selettore a 6 posizioni.

Il nutrito pannello degli ingressi.   In alto a sinistra è visibile la connessione secondaria pentapolare a norme DIN per la piastra di registrazione.   Le due connessioni RCA in basso a sinistra sono entrambe collegate (in parallelo) all'ingresso ausiliario.

 

 

  2020A

 
   SCHEDA TECNICA
  TIPO: Amplificatore integrato
  POTENZA: 20 + 20 W R.M.S. su 8 Ohm
  RISP. IN FREQ: 10 Hz - 45 KHz (0; -1 dB)
  DISTORSIONE: ≤ 0,2% (0,1 W)

Il 2020A è l'apparecchio cadetto di tutta la serie Point Three,  con la quale condivide l'impostazione tecnica ed estetica generale,  eccezion fatta per la potenza erogata che è di 20 Watt R.M.S..   Il doppio indicatore blu delle Unità di Volume che contraddistingue il pannello frontale dei fratelli maggiori è assente su questo modello,  rimpiazzato da una semplice luce rossa che avverte l'utente dello stato di accensione o spegnimento dell'apparecchio.   Tutte le altri funzioni e controlli sono in comune con i modelli superiori;   si rimanda pertanto,  per una loro descrizione dettagliata,  al modello 4040A.

 IMMAGINI E DOCUMENTI
Vista frontale dell'amplificatore integrato 2020A.
(Foto: Fabio Raeli)
Pannello posteriore e connessioni elettriche.
(Foto: Fabio Raeli)

Manuale di installazione ed istruzioni per il modello 2020A

Inserzione pubblicitaria relativa alla serie Point Three De Luxe
(Collezione Ezio Di Chiaro)

 

 

 

  501A

 
   SCHEDA TECNICA
  TIPO: Amplificatore integrato
  POTENZA: 32 + 32 W R.M.S. su 8 Ohm
  RISP. IN FREQ: 10 Hz - 30 KHz (±1 dB)
  DISTORSIONE: ≤ 0,15%

Il 501A nasce da una infelice elaborazione del modello 2020A, i cui circuiti furono rivisti per raggiungere una potenza del 50% superiore. L'apparecchio fu inoltre dotato degli indicatori del livello d'uscita di serie. Venne però eliminato il celebre compensatore d'ambiente Hirtel, ed il controllo a variazione continua del compensatore fisiologico fu sostituito con un semplice interruttore a leva tipo loudness. L'elaborazione fu richiesta da alcuni importanti rivenditori Hirtel che desideravano avere un apparecchio di base gamma più potente del 2020A ma dai costi limati all'osso. La Hirtel sconsigliò l'operazione e produsse gli esemplari richiesti di mala voglia. Come previsto dai tecnici il modello 501A non incontrò alcun successo presso il pubblico, tanto da essere l'unico apparecchio in livrea De Luxe di cui non si ha notizia d'esemplari ancora in esistenza.

 

 

 

  4040A

 
   SCHEDA TECNICA
  TIPO: Amplificatore integrato
  POTENZA: 40 + 40 W R.M.S. su 8 Ohm
  RISP. IN FREQ: 10 Hz - 45 KHz (0; -1 dB)
  DISTORSIONE: ≤ 0,2% (0,1 W)

L'amplificatore integrato 4040A è stato probabilmente il maggior successo commerciale della Hirtel,  ben recepito dal pubblico che ne apprezzava l'elevatissimo rapporto qualità/prezzo.   Dal punto di vista estetico sarebbe dovuto essere identico al 2020A,  come illustrato nel manuale d'uso;   in realtà venne spesso posto in commercio equipaggiato degli indicatori delle unità di volume che avrebbero dovuto caratterizzare solo i modelli superiori,  probabilmente per renderlo ancora più accattivante per gli acquirenti.

La zona centrale del pannello di comando:   come fu progettato e costruito nelle prime serie di produzione (con la sola spia di accensione) e come invece venne posto successivamente in commercio (con l'indicatore delle unità di volume, teoricamente disponibile solo per i modelli superiori).   Si osservi anche, nell'immagine di destra, la sigla del modello stampigliata in blu su uno sfondo bianco, che probabilmente copre una serigrafia sottostante indicante un modello diverso.

Spiccano sul pannello frontale due controlli (compensatori) che caratterizzavano la produzione Hirtel:

- il compensatore d'ambiente, un controllo integrato di presenza e di brillanza che agisce a partire dalla frequenza di 7 KHz e consente di enfatizzare la gamma medio/acuta fino a  +12 db.   La sua funzione è quella di offrire un comodo punto di regolazione per adattare la risposta in frequenza alle dimensioni dell'ambiente all'interno del quale sono collocati i diffusori (gli ambienti di grandi dimensioni tendono a disperdere i suoni medio-acuti).

- il compensatore fisiologico, un adattatore del profilo della risposta in frequenza combinato con il volume,  studiato per consentire l'effetto di ascolto rilassante in lontananza in accordo con la fisiologia dell'orecchio umano.   Nei precedenti apparecchi Hirtel il compensatore fisiologico agiva,  fondamentalmente,  come un controllo di volume e di loudness integrati e regolabili con continuità.   Qui il concetto è pressoché invertito:   le frequenze gravi ed acute sono smorzate quando il compensatore è attivato,  e di pari passo il volume viene ridotto.   Ciò dà l'illusione acustica che il suono provenga da una sorgente lontana nello spazio,  così come quando si ascolta un'orchestra in lontananza il suono giunge fievole e con le frequenze gravi ed acute assai attenuate.   I controlli di loudness (positivi o invertiti che siano) sono stati recentemente vittima di un ostracismo quasi integralista da parte di riviste e rivenditori di HiFi,  che attribuiscono loro ogni sorta di male.   Non se ne vede la ragione,  visto che è sufficiente disinserirli se non li si gradisce,  come anche in questo caso è ovviamente possibile fare.

I controlli del compensatore d'ambiente e del compensatore fisiologico.

I controlli di tono sono separati per ciascun canale,  e consentono la variazione di ± 10 db al di sotto degli 80 Hz (per il controllo dei bassi) e ± 10 db sopra i 15 KHz (per gli acuti).   La mancanza dello scatto centrale del potenziometro (comune, peraltro, anche al controllo di bilanciamento) costituisce una piccola pecca di questi amplificatori.

I commutatori a leva per l'ascolto in sincrono della registrazione su nastro magnetico,  per il passaggio alla modalità monoaurale,  e per l'inserzione dei filtri passa basso e passa alto.

Sul lato sinistro sono presenti quattro commutatori a leva.   Tape monitor consente l'ascolto "in presa diretta" di quanto si sta registrando sul nastro magnetico,  ovviamente solo con gli apparecchi predisposti per questa funzione (magnetofoni a tre testine e simili).   Con la curiosa sigla A+B è stato indicato il commutatore che consente di passare dalla modalità stereofonica a quella monoaurale.   Vi sono infine due filtri (passa alto e passa basso, rispettivamente -25 db a 30 Hz e -6 db a 20 KHz).   Qui l'azienda ha un po' perso l'occasione di inserire due controlli ben più utili:   un filtro subsonico per l'ascolto di dischi in vinile deformati,  ed un filtro passa basso modellato sulla risposta in frequenza dei segnali radio in modulazione d'ampiezza o dei dischi a 78 giri.   Stiamo ovviamente parlando di dettagli,  ma quanto detto potrebbe essere uno spunto per lanciarsi in una "personalizzazione" dell'apparecchio...

 IMMAGINI E DOCUMENTI
Vista d'insieme dell'amplificatore integrato 4040A.
Vista dell'apparecchio con il coperchio superiore rimosso.   Si osservino le dimensioni a dir poco poderose del trasformatore d'alimentazione,  vent'anni prima che ciò divenisse un comune argomento di vendita.
La sezione alimentatrice,  con i due grossi condensatori cilindrici di livellamento.   Sullo sfondo,  la PCB dei misuratori delle unità di volume e,  sotto,  il circuito dei controlli di tono.
Le schede delle sezioni finali di potenza.   I transistor d'uscita sono collocati dietro la lamina metallica nera (dissipatore termico) visibile nella parte alta della foto.
Il pannello dei connettori di ingresso,  col cablaggio realizzato in aria.   Davanti ad esso,  la PCB della sezione preamplificatrice ed equalizzatrice fono.   Ogni scheda è sottoposta singolarmente a controlli di qualità che ne garantiscono il funzionamento entro i parametri prestabiliti.
Particolare della filatura,  realizzata con grande ordine e precisione come nel caso di questo incrocio a 90°.
Dettaglio dei circuiti stampati per il controllo del volume e dei compensatori.   Il cablaggio in aria indica che il potenziometro del volume impiegato è di tipo differente da quello inizialmente previsto in fase progettuale.
L'amplificatore 4040A nella più rara e distintiva livrea bianca.
(Foto: Gianluca "I-Robots" Pandullo - Opilec Music Torino)
Vista frontale del 4040A in livrea bianca: l'apparecchio raffigurato appartiene circuitalmente alla prima serie costruttiva, ancora priva degli indicatori del livello d'uscita.
(Foto: Gianluca "I-Robots" Pandullo - Opilec Music Torino)
Pannello posteriore del 4040A in livrea bianca; è possibile osservare una differente disposizione dei connettori per le sorgenti rispetto alle versioni successive.
(Foto: Gianluca "I-Robots" Pandullo - Opilec Music Torino)

Manuale di installazione ed istruzioni per il modello 4040A

Inserzione pubblicitaria relativa alla serie Point Three De Luxe
(Collezione Ezio Di Chiaro)

 

 

 

  6060A

 
   SCHEDA TECNICA
  TIPO: Amplificatore integrato
  POTENZA: 60 + 60 W R.M.S. su 8 Ohm
  RISP. IN FREQ: 10 Hz - 45 KHz (0; -1 dB)
  DISTORSIONE: ≤ 0,2% (0,1 W)

Il 6060A fu, tra gli amplificatori della serie Point Three, il più apprezzato dagli audiofili.   Più costoso del convenientissimo 4040A,  aveva però prestazioni superiori:   la potenza saliva a 60 Watt R.M.S. per canale ed il fattore di smorzamento ad 80 (entrambi su carico di 8 Ohm).   Sarebbe dovuto essere il primo modello a montare il doppio indicatore blu delle Unità di Volume sul pannello frontale ma,  come detto in precedenza,  anche il 4040A fu spesso equipaggiato con questi strumenti di misura.   Alcuni esemplari furono posti in commercio con indicatori di colore differente;   inoltre,  rispetto ai modelli cadetti,  il 6060A doveva presentare alcune lievi varianti grafiche sulla serigrafia del pannello di comando.   Non è noto se queste varianti furono sempre poste in essere sugli apparecchi destinati al commercio,  o se dipendono viceversa dall'anno di produzione di ogni specifico esemplare.   Tutte le funzioni e controlli sono in comune con gli altri modelli;   si rimanda pertanto,  per una loro descrizione dettagliata,  al modello 4040A.

 IMMAGINI E DOCUMENTI
Vista frontale dell'amplificatore integrato 6060A. I pannelli in legno di spessore maggiorato non sono originali.
(Foto: Claudio Bertoni)
Immagine ravvicinata dei comandi frontali.
(Foto: Claudio Bertoni)
Particolare degli indicatori delle unità di volume.
(Foto: Claudio Bertoni)
Connessioni posteriori dell'apparecchio: uscite per gli altoparlanti, connettore delle sezioni pre e finale, fusibili e prese "switched".
(Foto: Claudio Bertoni)
Ingressi a norme RCA e connessione ausiliaria a norme DIN per la piastra di registrazione.
(Foto: Claudio Bertoni)
Vista generale dei circuiti interni con coperchio superiore rimosso. A sinistra in basso il poderoso trasformatore di alimentazione, al centro la sezione finale di potenza, a destra il preamplificatore Fono e l'equalizzazione RIAA.
(Foto: Claudio Bertoni)

Manuale di installazione ed istruzioni per il modello 6060A

Inserzione pubblicitaria relativa alla serie Point Three De Luxe
(Collezione Ezio Di Chiaro)

Prova di un amplificatore modello 6060A (Stereoplay, Marzo 1976)
(Collezione Ezio Di Chiaro)

 

 

 

  250A

 
   SCHEDA TECNICA
  TIPO: Amplificatore integrato
  POTENZA: 100 + 100 W R.M.S. su 8 Ohm
  RISP. IN FREQ: 10 Hz - 45 KHz (0; -1 dB)
  DISTORSIONE: ≤ 0,2% (0,1 W)

Il 250A,  con la sua potenza di 100 Watt R.M.S.,  è il modello di punta della serie Point Three.   Deve probabilmente il suo nome alla potenza erogabile su carico di 4 Ohm:   125 W per canale,  per un totale di (appunto) 250 W.   L'estetica è identica a quella del modello 6060A.   Tutte le funzioni ed i controlli sono in comune con gli altri modelli;   per la loro descrizione dettagliata si faccia riferimento al modello 4040A.
La potenza unita  alla compattezza del 250A furono all'epoca della sua commercializzazione un prodigio tecnologico,  realizzato grazie ad un'elevatissima ingegnerizzazione ed alla rigorosa selezione individuale d'ogni transistor di potenza montato.   Tuttavia,  per queste stesse ragioni,  il 250A richiede più attenzioni degli altri amplificatori della stessa serie e godette di minor fama presso il pubblico,  soprattutto a causa dei guasti a cui tendeva ad essere soggetto se impiegato in condizioni particolarmente gravose (con i controlli di tono esaltati, con carichi di difficile pilotaggio, ecc.).

 IMMAGINI E DOCUMENTI
Vista frontale dell'amplificatore integrato 250A. L'esemplare in fotografia è stato sottoposto ad una riparazione tanto complessa quanto magistrale condotta dal tecnico Gianni Zarattin, il quale ha ricostruito a partire dal materiale grezzo la P.C.B. pilota degli stadi finali di potenza.
(Foto: Gianni Zarattin; Collezione: Dario Nosari)
Particolare dei controlli di tono e dell'indicatore della potenza d'uscita.
(Foto: Gianni Zarattin; Collezione: Dario Nosari)
I circuiti interni a coperchio superiore rimosso. A destra è ben visibile il colossale trasformatore d'alimentazione; al centro in basso i due grandi cilindri dei condensatori di livellamento. I transistori finali di potenza, con i relativi dissipatori termici, sono collocati al centro dell'apparecchio.
(Foto: Gianni Zarattin; Collezione: Dario Nosari)
Dettaglio del pessimo stato in cui si trovava la scheda pilota dello stadio finale di potenza: molti componenti presentano vistosi segni di arrostimento e la stessa P.C.B. è carbonizzata in più punti.
(Foto: Gianni Zarattin; Collezione: Dario Nosari)
La nuova scheda ricostruita dal tecnico Gianni Zarattin.
(Foto: Gianni Zarattin; Collezione: Dario Nosari)
Le piste ramate della nuova P.C.B., tracciate a mano dal tecnico Gianni Zarattin sul modello della vecchia scheda ormai inservibile.
(Foto: Gianni Zarattin; Collezione: Dario Nosari)

Manuale di installazione ed istruzioni per il modello 250A

Inserzione pubblicitaria relativa alla serie Point Three De Luxe
(Collezione Ezio Di Chiaro)

Inserzione pubblicitaria Hirtel - Jensen - Dahlquist - Excel illustrata con un amplificatore 250A
(Collezione Ezio Di Chiaro)

 

 

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© Marco Gilardetti e Fulvio Lo Martire; tutti i diritti sono riservati.   Ultimo aggiornamento: Lug 2014.

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